
Uscite dalla sala d’esame e una sensazione di calore persiste nel braccio. Forse una leggera nausea, un gusto strano in bocca. Dopo una risonanza magnetica, queste piccole manifestazioni sorprendono spesso, soprattutto quando nessuno le ha annunciate. La maggior parte scompare in poche ore. Alcune, più rare, meritano una chiamata al medico senza indugi.
Verifica degli impianti prima della risonanza magnetica: il rischio che si sottovaluta
Gli effetti collaterali più commentati nei forum riguardano le nausee o i mal di testa. Tuttavia, gli incidenti più gravi dopo una risonanza magnetica sono spesso legati a un’oblio di verifica prima dell’esame, non all’esame stesso.
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Il dispositivo di imaging a risonanza magnetica genera un campo magnetico potente. Questo campo può spostare o danneggiare alcuni dispositivi metallici presenti nel corpo. Gli impianti cocleari, alcune clip per aneurismi cerebrali e la maggior parte dei pacemaker sono controindicazioni formali alla risonanza magnetica.
D’altra parte, una protesi articolare, una valvola cardiaca artificiale o delle viti ortopediche sono generalmente compatibili. Il questionario di sicurezza compilato prima dell’esame esiste per filtrare queste situazioni. Se avete dubbi su un dispositivo impiantato, segnalatelo al team di radiologia prima di entrare nella sala.
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Un paziente che avverte un dolore localizzato insolito, una sensazione di bruciore o un movimento interno dopo l’esame deve segnalarlo immediatamente. Questo tipo di reazione non rientra in un semplice effetto collaterale passeggero: può indicare un problema legato alla compatibilità di un impianto.
Per comprendere meglio gli effetti collaterali dopo una risonanza magnetica e sapere distinguere un sintomo banale da un segnale d’allerta, è necessario innanzitutto separare due situazioni molto diverse: la risonanza magnetica senza iniezione e la risonanza magnetica con mezzo di contrasto.

Effetti collaterali di una risonanza magnetica senza iniezione di contrasto
Quando l’esame si svolge senza mezzo di contrasto, le reazioni sono rare e generalmente lievi. La risonanza magnetica non utilizza radiazioni ionizzanti. Il corpo è esposto a un campo magnetico e a onde radioelettriche, il che spiega perché i rischi differiscano completamente da quelli di una TAC.
La sensazione di calore durante l’esame è la reazione più frequente. Essa deriva dall’energia delle onde radio assorbita dai tessuti. Scompare non appena termina l’esame.
Alcuni pazienti riportano anche vibrazioni, un leggero capogiro uscendo dal tunnel, o un gusto metallico passeggero. Queste manifestazioni non richiedono alcun intervento.
Affaticamento e mal di testa dopo l’esame
Un’affaticamento insolito o cefalee moderate si verificano a volte nelle ore successive. L’immobilità prolungata, il rumore intenso della macchina e lo stress dell’esame contribuiscono tanto quanto il campo magnetico stesso.
Questi sintomi di solito si attenuano da soli. Se un mal di testa persiste oltre le ventiquattro ore o è accompagnato da disturbi visivi, è meglio contattare il proprio medico.
Reazioni al gadolinio: il mezzo di contrasto in risonanza magnetica
Circa un esame di risonanza magnetica su tre richiede l’iniezione di un mezzo di contrasto a base di gadolinio. Questo prodotto migliora la qualità delle immagini, in particolare per visualizzare i vasi sanguigni, i tumori o le infiammazioni.
Il gadolinio viene eliminato dai reni. In un paziente con funzione renale normale, la emivita plasmatica è di circa 90 minuti. In altre parole, il corpo se ne libera abbastanza rapidamente.
Reazioni minori comuni dopo l’iniezione
Gli effetti indesiderati più frequenti dopo iniezione rimangono benigni:
- Nausee lievi o sensazione di calore diffuso nei minuti successivi all’iniezione, che scompare in meno di un’ora
- Gusto metallico in bocca, a volte percepito già dall’iniezione, che svanisce spontaneamente
- Dolore o rossore nel punto di iniezione, legato al passaggio del prodotto nella vena (e talvolta a un’estravasazione, cioè una fuoriuscita del prodotto dal vaso)
- Mal di testa moderati nelle ore successive, comparabili a quelli di una risonanza magnetica senza iniezione ma un po’ più frequenti
Queste reazioni scompaiono senza trattamento nella grande maggioranza dei casi. Bere acqua dopo l’esame aiuta i reni a eliminare il gadolinio più rapidamente.
Reazioni allergiche al gadolinio
Le reazioni di ipersensibilità al mezzo di contrasto esistono ma rimangono eccezionali. Si manifestano con orticaria, gonfiore localizzato (edema di Quincke), o nei casi più gravi, difficoltà respiratorie.
Qualsiasi orticaria generalizzata o gonfiore del viso dopo un’iniezione di gadolinio giustifica una consultazione immediata. Questi segni possono apparire nei minuti o nelle ore successive all’esame.

Quando consultare in urgenza dopo una risonanza magnetica
La difficoltà, dopo un esame di imaging, consiste nel fare il triage tra un sintomo banale e un segnale che richiede un intervento rapido. Ecco le situazioni che non devono aspettare:
- Difficoltà a respirare o sensazione di oppressione toracica comparsa dopo l’esame
- Gonfiore del viso, delle labbra o della gola
- Orticaria estesa su più zone del corpo
- Vomito persistente che non cede in un’ora
- Sintomi neurologici nuovi: intorpidimento improvviso, disturbi del linguaggio, confusione o perdita di forza in un arto
- Malaise con caduta della pressione o perdita di coscienza
Questi segni possono indicare una reazione allergica grave al mezzo di contrasto o, più raramente, un problema legato a un impianto non rilevato. In entrambi i casi, chiamate il 15 (SAMU) o recatevi al pronto soccorso senza indugi.
Insufficienza renale e fibrosi sistemica nefrogenica
I pazienti affetti da insufficienza renale presentano un rischio particolare dopo un’iniezione di gadolinio. Il mezzo di contrasto, mal eliminato da reni compromessi, può in rari casi provocare una patologia chiamata fibrosi sistemica nefrogenica (FSN). Questa malattia colpisce la pelle, le articolazioni e gli organi interni.
Un bilancio renale è sistematicamente richiesto prima di qualsiasi iniezione di gadolinio nei pazienti a rischio. Se sapete che la vostra funzione renale è compromessa, ricordate di comunicarlo al radiologo prima dell’esame.
La maggior parte delle persone che si sottopongono a una risonanza magnetica non avverte nulla di particolare dopo l’esame, o solo una stanchezza passeggera. Gli effetti collaterali legati al gadolinio rimangono per lo più benigni e di breve durata. L’unico riflesso da tenere a mente: qualsiasi sintomo respiratorio, allergico o neurologico apparso nelle ore successive all’esame merita una chiamata al medico o al 15, senza esitazione.